
La veritā autentica č sempre inverosimile. Per renderla pių credibile, bisogna assolutamente mescolarvi un po' di menzogna.
Il criminale, nel momento in cui compie il delitto, č sempre un malato.
Č pericoloso reprimere nei giovani lorgoglioso entusiasmo.
Eccoli gli uomini: vanno avanti e indietro per la strada: ognuno č un mascalzone e un delinquente per natura, un idiota. Ma se sapessero che io sono un omicida e ora cercassi di evitare la prigione, si infiammerebbero tutti di nobile sdegno.
Dicono che chi č sazio non puō capire chi č affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.
Non č che io non accetti Iddio, Aliosha, č soltanto che in tutta umiltā Gli restituisco il biglietto.
Mi inventavo avventure, mi creavo una vita fittizia, tanto per vivere in un mondo qualunque. E tutto per via della noia; l'inerzia mi schiacciava.
Agli uomini attivi manca di solito l'attivitā superiore: voglio dire quella individuale. Essi sono attivi come funzionari, commercianti, dotti, cioč come rappresentanti di una specie, ma non come uomini affatto determinati, singoli ed unici.
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose č una malattia, una vera e propria malattia. Eppure sono convinto che non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa č una malattia.
Io, non dico malvagio, ma niente sono riuscito a diventare: nč cattivo, nč buono, nč ribaldo, nč onesto, nč eroe, nč insetto. E ora trascino la mia vita nel mio angolo, tenendomi su la maligna e magrissima consolazione che un uomo intelligente non puō in veritā diventar nulla e che solo gli sciocchi diventano qualcosa.