’74-’75 – The Connells

74 – ’75 è una canzone interpretata dai ‘The Connells‘, ed inseritsta nell’album Ring nel 1993.

’74 ’75

Got no reason for coming to me
and the rain running down
There's no reason
And the same voice coming to me
like it's all slowing down
I was the one who let you know
I was your sorry ever after
Seventyfour, seventyfive
It's not easy nothing to say because
it's already said
When I look into your eyes
then I find that I'll do fine
When I look into your eyes
then I find that I'll do better
I was the one who let you know
I was your sorry ever after
Seventyfour, seventyfive
Giving me more and I'll defy
'Cause you're really only after
Seventyfour, seventyfive.
Got no reason for coming to me
and the rain running down
When I look into your eyes
then I find that I'll do fine
When I look into your eyes
then I find that I'll do better
I was the one who let you know
I was your sorry ever after
Seventyfour, seventyfive
Giving me more and I'll defy
'Cause you're really only after
Seventyfour, seventyfive
I was the one who let you know
I was your sorry ever after
Seventyfour, seventyfive
Giving me more and I'll defy
'Cause you're really only after
Seventyfour, seventyfive
Seventyfour, seventyfive.
Seventyfour, seventyfive.
Seventyfour, seventyfive.
Seventyfour, seventyfive.

’74 ’75 – Traduzione

Non c’è ragione per venire da me
E la pioggia sta scendendo
Non c’è ragione
E la stessa voce arriva a me
Come se tutto stesse rallentando
E credimi
Io ero quello che conosci
Ti ho sempre chiesto scusa dopo il ’74-75
Non é facile
Niente da dire, perché è già stato detto
Non é mai facile
Quando guardo nei tuoi occhi
Allora scopro che vorrei essere buono
Quando guardo nei tuoi occhi
vorrei essere migliore
Io ero quello che conosci
Io ero la tua scusa dopo il ’74-75
Dammi di più e sarò migliore
Perché sei veramente sola dopo il ’74-75
Non c’è ragione per venire da me
Scende la pioggia
Non c’è ragione
Quando guardo nei tuoi occhi
Allora scopro che vorrei essere buono
Quando guardo nei tuoi occhi
vorrei essere migliore

Nel blu dipinto di blu – Domenico Modugno

Nel blu dipinto di blu, conosciuta anche come Volare, è una canzone la cui musica è stata composta da Domenico Modugno, mentre il testo è stato scritto da lui con il contributo di Franco Migliacci. Il brano è stato presentato per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958, diventanto da allora una tra le canzoni italiane più famose al mondo.

L’origine del testo non è molto chiara, anche per via delle diverse versioni date dagli stessi autori. Modugno sostiene di aver concepito il ritornello “volare oh oh” mentre si trovava in compagnia della moglie Franca, Migliacci invece ha sostenuto che l’idea gli era venuta in mente contemplando il quadro Le coq rouge di Chagall.

La seconda parte del ritornello invece, a detta di Modugno, è stata concepita durante un passeggiata a Roma su Ponte Milvio, quando gli venne in mente la frase «Di blu m’ero dipinto».
Migliacci in seguito cambiò versione dicendo che gli venne in mente al risveglio da un incubo notturno.  Al quale solo in seguito riuscì a dare una forma letteraria più precisa:

«Capii subito che avevo scritto qualcosa di importante [...] quando si scrive una canzone, specialmente una canzone d’amore, questa riesce più bella, ha più sapore, se l’autore soffre d’amore.»

Musicalmente parlando, Volare rappresenta un punto di rottura con la musica italiana tradizionale, mediando la tradizione degli “urlatori” con delle influenze swing d’oltreoceano, creando così una melodia tradizionale con un arrangiamento innovativo.

Volare è una delle canzoni italiane che vanta il maggior numero di cover e reinterpretazioni, tra i più famosi, David Bowie, Paul McCartney, Barry White e Ray Charles.

Nel blu dipinto di blu

Penso che un sogno così non ritorni mai più;
mi dipingevo le mani e la faccia di blu,
poi d’improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito

Volare… oh, oh!
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù.

E volavo, volavo felice più in alto del sole
     ed ancora più su,
mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù,
una musica dolce suonava soltanto per me

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù.

Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché,
quando tramonta, la luna li porta con sé.
Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli,
che sono blu come un cielo trapunto di stelle.

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare quaggiù.

E continuo a volare felice più in alto del sole ed ancora più su,
mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu,
la tua voce è una musica dolce che suona per me…

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare quaggiù.
Nel blu degli occhi tuoi blu,
felice di stare quaggiù,
con te!

Solitary Man – Neil Diamond

Solitary Man è una canzone scritta ed interpetata da Neil Diamond che lui stesso ha ammesso essere autobiografica. Venne pubblicata come singolo, nell’aprile del 1966,  e successivamente nel suo primo album: The Feel of Neil Diamond.
Il brano è stato oggetto di diverse riproposizioni, in Italia Solitary man è stata riscritta da Franco Migliacci per essere cantata da Gianni Morandi con il titolo di Se perdo anche te come lato B di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones.
Ultimamente il brano è stato riproposto anche  da Johnny Cash nel 2000, che lo ha inserito nell’album American III: Solitary Man.

Solitary Man

Melinda was mine
'Til the time
That I found her
Holding Jim
Loving Him
Then Sue came along
Loved me strong
That's what I thought
Me and Sue
But that died too

Don't know that I will
But until I can find me
The girl who'll stay
And won't play games behind me
I'll be what I am
A solitary man
Solitary man

I've had it to here
Bein' where
Love's a small word
Part-time thing
Paper ring

I know it's been done
Havin' one
Girl who'll love me
Right or wrong
Weak or strong

Don't know that I will
But until I can find me
The girl who'll stay
And won't play games behind me
I'll be what I am
A solitary man
Solitary man

Solitary Man – Traduzione

Melinda era mia
Finché
Non l’ho trovata
Stretta a Jim
Ad amare Jim
Poi arrivo Sue
Mi amava alla grande
Ecco cosa ho pensato
Io e Sue
Ma morì anche quello

Non lo so che farò
Ma finché mi troverò
Una ragazza che resterà
E non mi farà scherzi alle spalle
Sarò ciò che sono
Un uomo solitario
Un uomo solitario

Ne ho avuto abbastanza
Di starci
Amore è una piccola parola
Una cosa part-time
Un anello di carta

So che è stato fatto
Avere una
Ragazza che mi amerà
Giusto o sbagliato
Debole o forte

Non lo so che farò
Ma finché mi troverò
Una ragazza che resterà
E non mi farà scherzi alle spalle
Sarò ciò che sono
Un uomo solitario
Un uomo solitario

C’era un Ragazzo – Gianni Morandi

C’era un Ragazzo è un brano storico di Gianni Morandi pubblicato nel 1966, epoca in cui era uno tra i più famosi interpreti della musica leggera italiana, ma con un repertorio ancora spensierato e giovanile.  Gli anni in cui nasce la canzone sono gli stessi della guerra in Vietnam, argomento al quale si fa (nonostante i tentativi di censura) esplicitamente riferimento, e Morandi convinto da molti appartenenti al movimento beat, decide di dire la sua opinione su questo tragico avvenimento.
Il tutto venne completato con il contributo di Mauro Lusini e Franco Migliacci che scrissero il testo.
Questa canzone segnò un piccolo cambiamento nella sua carriera, essendo il primo brano impegnato del suo repertorio.
La casa discografica per paura che Morandi perdesse i suoi fan, abituati a un genere musicale molto diverso, decise di incidere nell’altro lato del disco una classica canzone d’amore, una cover del cantante americano Neil Diamond (Solitary Man) tradotta con il titolo “Se perdo anche te“. La seconda di queste canzoni però ebbè un successo editoriale maggiore rispetto alla prima, deludendo molti giovani che promossero l’iniziativa.

«In quel periodo io cantavo delle canzoni molto melodiche e tradizionali, come La fisarmonica, In ginocchio da te, Non son degno di Te, Se non avessi più te…Arrivò questo ragazzo da Siena, Mauro Lusini, con questo brano cantato in un inglese un po’ maccheronico.
Franco Migliacci, nel giro di dieci minuti, in maniera molto rilassata e sentita, scrisse questo testo. Eravamo in piena guerra del Vietnam e lui la scrisse così come gli venne, non cambiò, credo, nemmeno una parola. Poi me la fecero sentire… Io mi innamorai disperatamente della canzone e decisi, io per la prima volta, che volevo farla (fino ad allora era Franco che decideva). Lottai moltissimo e un po’ anche contro la discografia, che non voleva sentirmi cantare canzoni di protesta, e poi contro la censura della RAI, perché la canzone diceva “…adesso è morto nel Vietnam”. La canzone andò in onda un po’ di volte alla radio ma, per le esibizioni alla televisione, fummo costretti a sostituire il Vietnam con rattattatta.»
(Gianni Morandi intervistato da Vincenzo Mollica)


Notevole è anche l’interpretazione di Joan Baez, cantata nelle turnées 1967 e del 1970, nelle quali la cantava in italiano.

C’era un Ragazzo

C'era un ragazzo
che come me amava i Beatles
e i Rolling Stones
girava il mondo, veniva da
gli Stati Uniti d'America.
Non era bello
ma accanto a sé aveva mille donne se
cantava «Help» e «Ticket to ride»
o «Lady Jane» o «Yesterday».
Cantava «Viva la libertà» ma
ricevette una lettera,
la sua chitarra mi regalò
fu richiamato in America.
Stop! coi Rolling Stones!
Stop! coi Beatles. Stop!
Gli han detto vai nel Vietnam
e spara ai Vietcong...
Ta ta ta ta ta...
C'era un ragazzo
che come me amava i Beatles
e i Rolling Stones
girava il mondo, ma poi finì
a far la guerra nel Vietnam.
Capelli lunghi non porta più,
non suona la chitarra ma
uno strumento che sempre dà
la stessa nota ratatata.
Non ha più amici, non ha più fans,
vede la gente cadere giù:
nel suo paese non tornerà
adesso è morto nel Vietnam.
Stop! coi Rolling Stones!
Stop! coi Beatles. Stop!
Nel petto un cuore più non ha
ma due medaglie o tre...
Ta ta ta ta ta...

Se Perdo anche Te – Gianni Morandi

Se perdo anche te è una versione italiana (quindi non tradotta ma riscritta) della bellissima Solitary Man, cantata, al suo ersordio, da Neil Diamond nel 1966  ( Riproposta anche da Jhonny Cash).

La canzone è cantata da Gianni Morandi sulle parole di Franco Migliacci, l’autore, insieme a Domenico Modugno di “Nel blu, dipinto di blu” (Volare). La musica è riarrangiata dal grandissimo Ennio Morricone.

La canzone venne pubblicata nel 1966 in un album assieme alla canzone C’era un ragazzo .

In questo video Se perdo anche te è cantata da Mauro Ermanno Giovanardi.

Se perdo anche te

Non piangerò mai
sul denaro che spendo
ne riavrò, forse più

ma piango l’amore
di un’unica donna
che non ho forse più

Accendilo tu questo sole che è spento
l’amore lo sai
scioglie i cuori di ghiaccio
Che sarà di me
se perdo anche te
se perdo anche te

La vita non è,
stare al mondo cent’anni
se non hai amato mai
Amare non è
stare insieme a una donna
ci vuol più, molto di più
Accendilo tu questo sole che è spento
la vita di un uomo
sta in mano a una donna
quella donna sei tu
Che sarà di me
se perdo anche te

La Bamba – Ritchie Valens

La Bamba è una celebre canzone popolare messicana in stile Jarocho, presumibilmente del XVII secolo, celebre in particolare nella regione del Veracruz. Il brano è stato portato al successo, in versione rock, prima da Ritchie Valens nel 1958 e poi dai Los lobos nel 1987.
La Bamba è l’unica canzone, in lingua diversa dall’inglese, ad essere stata menzionata della rivista Rolling Stones tra le 500 migliori canzoni di sempre.

La Bamba

Para bailar la bamba
Para bailar la bamba
Se necesita
Una poca de gracia
Una poca de gracia
Y otra cosita
Arriba y arriba
Ay arriba y arriba ire
Asi se canta La Bamba
Asi se canta La Bamba
En East L.A.
En East L.A.
En East L.A.

Bamba, bamba
Bamba, bamba
Bamba, bamba
Bamba, bamba

Que La Bamba es el himno

Que La Bamba es el himno
Veracruzano
Como hermano la canto
Como hermano la canto
A lo Chicano
Arriba, arriba
Ay arriba, arriba
Arriba andando
Esta Bamba Los Lobos
Esta Bamba Los Lobos
Estan tocando
Estan tocando
Estan tocando

Bamba, bamba
Bamba, bamba
Bamba, bamba
Bamba, bamba

La Bamba – Traduzione

Per ballare la bamba,
Per ballare la bamba,
Ci vuole un po' di grazia.
Un po' di grazia per me, per te.
In alto e in alto
E in alto e in alto, sarò per te,
Sarò per te.
Sarò per te.

Io non son marinaio.
Io non son marinaio, son capitano.
Son capitano.
Son capitano.

Ba-ba-bamba,
Ba-ba-bamba,
Ba-ba-bamba,
Ba...

Per ballare la bamba,
Per ballare la bamba,
ci vuole un po' di grazia.
Un po' di grazia per me, per te.
Su, su.

R-r-r-r-r, Ja! Ja!

Per ballare la bamba,
Per ballare la bamba,
Ci vuole un po' di grazia.
Un po' di grazia per me, per te.
In alto e in alto
E in alto e in alto, sarò per te,
Sarò per te.
Sarò per te.

Ba-ba-bamba.
Ba-ba-bamba.
Ba-ba-bamba

Boys Don’t Cry – The Cure

Boys Don’t Cry è una canzone cantata da i The Cure.
La canzone parla di una ragazzo e di un rapporto rovinato da lui. Capisce che non voleva finisse così, non vuole ammettere che è triste perché ha perso una persona cara. E sa che i ragazzi non piangono.

http://www.youtube.com/watch?v=l8CDERzun4k

Boys Don’t Cry

I would say I'm sorry
If I thought that it would change your mind
But I know that this time
I have said too much
Been too unkind

I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try and laugh about it
Hiding the tears in my eyes
Because boys don't cry
Boys don't cry

I would break down at your feet
And beg forgiveness
Plead with you
But I know that it's too late
And now there's nothing I can do

So I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try to laugh about it
Hiding the tears in my eyes
Because boys don't cry

I would tell you
That I loved you
If I thought that you would stay
But I know that it's no use
That you've already
Gone away

Misjudged your limit
Pushed you too far
Took you for granted
I thought that you needed me more

Now I would do most anything
To get you back by my side
But I just keep on laughing
Hiding the tears in my eyes
Because boys don't cry
Boys don't cry
Boys don't cry

Boys Don’t Cry – Traduzione

Ti direi, mi dispiace,
Se pensassi che ti farebbe cambiare idea
Ma so che questa volta
Ho detto troppo
Sono stato troppo scortese

provo a riderci su
A coprire tutto con delle bugie
Provo a riderci su
Nascondendo le lacrime nei miei occhi
Perché i ragazzi non piangono
I ragazzi non piangono

Mi inginocchierei ai tuoi piedi
E chiedere perdono
Ti chiederei clemenza
Ma so che è troppo tardi
E ora non c’è niente che posso fare

Così provo a riderci su
A coprire tutto con delle bugie
provo a riderci su
Nascondendo le lacrime nei miei occhi
Perché i ragazzi non piangono
I ragazzi non piangono

Ti direi
Che ti ho amata
Se pensassi che ciò ti farebbe restare.
Ma so che non servirà
Perché tu sei già
Andata via

Ho giudicato male i tuoi limiti
Ho tirato troppo la corda con te
Ti ho dato per scontata
Ho pensato che avessi bisogno di più di me

Ora farei praticamente tutto
Per riportarti da me
Invece continuo soltanto a ridere
Nascondendo le lacrime nei miei occhi
Perché i ragazzi non piangono
I ragazzi non piangono
I ragazzi non piangono

Vita spericolata – Vasco Rossi

Vita spericolata è una delle più celebri canzoni scritte da Vasco Rossi, la cui musica è stata composta da Tullio Ferro.
Il successo del brano fu quasi immediato e decretò subito la fama e la popolarità di Vasco in tutta Italia. Subito dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 1983, dove venne stroncata e si classificò penultima, Vita spericolata è diventata un inno per diverse generazioni di ragazzi, perché interpreta lo spirito e la voglia di libertà tipicamente giovanile.
Nello stesso anno, dopo la partecipazione al Festival, la canzone fu inserita nell’album Bollicine.

“Quel pezzo ci ha messo un sacco per nascere. Tullio mi aveva dato la musica e mi era piaciuta subito tantissimo. L’ho sentita e risentita per un anno intero. Ma l’unica frase che mi veniva in mente era:”Io voglio Licia, la voglio così com’è”. Non funzionava proprio. Un pomeriggio piovigginoso, mentre ero in tournèè in Sardegna, entrai in un campo sportivo desolatamente vuoto. Ero un po triste. All’improvviso mi misi a pensare a che cazzo di vita volevo. Volevo dire qualcosa di importante, così ho affrontato il tema che in quel periodo affliggeva tutti: la paura di una vita piatta, tranquilla, priva di emozioni. Scrissi il testo di botto, dentro un’auto davanti a quel campo sportivo. Aggiugno che quando parlavo di Roxy Bar, pensavo a un’altra vita”
Tratto da:
Vasco Rossi – Una vita spericolata” di M. Poggini

Vita spericolata è tuttora una delle più belle canzoni della musica leggera italiana, è stata reinterpretata, tra gli altri, da Massimo Ranieri nell’album “Canto perché non so nuotare…da 40 anni” e da Francesco de Gregori nell’album “il bandito e il campione“.

Vita spericolata

Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto sì
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita di quelle che non si sa mai
E poi ci troveremo come le stars
A bere del whisky al Roxy Bar
O forse non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio ognuno diverso
E ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi

Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve Mc Queen
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita la voglio piena di guai
E poi ci troveremo come le stars
A bere del whisky al Roxy Bar
Oppure non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio ognuno diverso
Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi

Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto sì
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita vedrai che vita vedrai
Noi ci troveremo come le stars
A bere del whisky al Roxy Bar
Oppure non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
E poi ci troveremo come stars
A bere del whisky al Roxy Bar
O forse non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai

Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve Mc Queen
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto sì!

Sei un miracolo – Daniele Groff

La canzone dal titolo “Sei un miracolo” del cantautore italiano, nativo di Trento, Daniele Groff viene presentata al grande pubblico durante il 54mo Festival di Sanremo a cui Groff partecipa come concorrente. Il brano, primo singolo dell’album “Mi accordo”, permette al cantautore trentino di raggiungere rapidamente le più alte posizioni delle classifiche musicali. Il brano, contenuto anche in una compilation benefica per Telethon, è una canzone d’ amore di straordinaria fattura nella quale l’ autore esprime dei sentimenti davvero forti nei confronti di una ragazza che aiuta a migliorare il protagonista stesso, gli dà forza e morale. Dal canto suo Groff in questo testo ringrazia a suo modo racchiudendo il tutto nella frase: “Sei un miracolo”.

Sei un miracolo

Sono venuto qui
Per dirti tutto per dirti aiutami
Ho capito che questo sono io
Nei miei pensieri nei lati scomodi
Quindi prendimi
Ma adesso presto se tu te ne vai
Sei un miracolo mi dai il coraggio per stare dove sto
Sul ciglio di un equilibrio che non ho
Questo sono io ma con te ce la farò
Sono ancora qui
Per dirti cosa per dirti scusami
Ma comprendimi
Siamo sempre noi
Sospesi ognuno sul proprio oceano
Quando è gelido
Ma adesso è
presto se tu te ne vai
Sei un miracolo mi dai il coraggio per stare dove sto
Sul ciglio di un equilibrio che non ho
Questo sono io ma con te ce la farò
Provaci tu o ci provo io
Provaci adesso che ci provo anch'io
Provaci ancora di più
Sei un miracolo
E all'improvviso mi sento in bilico
Sul ciglio di un equilibrio che non ho
Ma con te ce la farò
Questo sono io ma con te ce la farò
Sei un miracolo mi dai il coraggio per stare dove sto
Sul ciglio di un equilibrio che non ho

Cose che non capisco – Caparezza

Nel brano “Cose che non capisco” del cantautore Michele Salvemini, in arte Caparezza, l’ autore pugliese si pone numerosi interrogativi a cui non riesce a trovare risposta e che se egli sottopone ad altre persone egli riceve risposte di sufficienza e superficiali del tipo “Ti fai troppi problemi” (frase riportata ripetutamente nel testo stesso). La parte introduttiva del brano presenta gli interrogativi di Caparezza sotto forma di quiz televisivo, prendendo spunto dal noto format “Chi vuol essere milionario” che per l’occasione viene rinominato “Chi vuol essere lasciato in pace”.

Cose che non capisco

benvenuti ad una nuova puntata
di “chi vuol essere lasciato in pace”,
abbiamo un nuovo concorrente stasera e direi
di iniziare subito con le domande

domanda d’ecologia: via quel sorriso da krusty il clown
dammi solo la risposta più drastica
sulla differenza tra bottiglie
di plastica in acqua ed acqua nelle
bottiglie di plastica.

sport: campioni
del mondo 2006
e l’anno dopo mondiali di pallavolo,
nazionale sul podio, perché non si fa festa perché se ne
parla così poco?

cultura: gomorra best seller
si moltiplica come un porno sul server
a che serve dire che fa affari
se ti fai gli affari tuoi da sempre?

dici che devo andare a lavorare.
“soldi facili! devi andare a lavorare!”
ma come? giochi le lotterie per fare grana dal nulla
e mi fai proprio tu la morale?

ci sono cose che non capisco
e a cui nessuno dà la minima importanza
e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi
di circostanza tipo:
“tu ti fai troppi problemi, michele”
“ti fai troppi problemi, non te ne fare più”

quesito di politica:
da un’indagine i parla
meno di stato più della sua immagine.
ma che diamine!
passare da italia ad italia 1
è davvero così facile?

storia: risorgimento italiano,
non fare il baro o chiamo il notaro.
perché non irlo,il tema dell’inno
non è di mameli è di novaro.

news: ore 13 a tavola,
riuniti avanti al tg come ellenici all’agorà.
notizie del principe e di corona, di draghi del cavaliere,
cos’è? una favola?

e funerali di stato a che servono?
i militari in missione chi servono?
e i caduti sul lavoro? per loro nemmeno
un cero con il santo patrono, ma sii serio..

si concentri.. ha poco tempo
a disposizione le ricordo che se la
sua azienda sta fallendo può chiedere
l’aiuto del denaro pubblico
mi dispiace
ha perso.. arrivederci

ci sono cose che non capisco
e a cui nessuno dà la minima importanza
e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi
di circostanza tipo:
“ti fai troppi problemi, michele tu”
“ti fai troppi problemi, Michele, tu”
“ti fai troppi problemi, Michele, tu”
“ti fai troppi problemi, non te ne fare più”

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