Eroe (storia di Luigi delle Bicocche) – Caparezza

Eroe (storia di Luigi delle Bicocche) è un brano di Caparezza pubblicato come singolo il 28 Marzo 2008. Luigi è la storia del singolo, la storia di tutti gli operai, è la storia di una persona che nonostante le difficoltà riesce a mandare avanti la famiglia. La storia di un uomo che combatte con il videopoker e gli usurai. Ma soprattutto è un modo per focalizzare l’attenzione sul problema delle morti bianche sul lavoro.

Testo

Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di
Luigi delle Bicocche,eroe contemporaneo
a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe
 perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari
dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei
nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera,
 bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari,
sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami
 Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che
trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini,
io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia
a fette perché sono un eroe.

Libero – Fabrizio Moro

Libero è una canzone di Fabrizio Moro, scritta nel 2008 ed incisa nell’album “Domani“. Si tratta di una delle canzone più belle di Fabrizio Moro, con un significato davvero particolare.

Bisogna partire dal fatto che la libertà intesa all’interno di questa canzone è quella di pensiero. All’interno di questa canzone viene ripreso il concetto di non rimanere al proprio passato, ma bensì di vivere al meglio la vita presente.
Vi sono dei pensieri ad un partner per capire a che punto è arrivato questa presunta relazione, o ad un probabile figlio e al rapporto che si instaurerà con lui.
Sono presenti anche valutazioni sulla vita presente, o al fatto che quando si è in attesa di qualcosa il tempo sembra scorrere lentamente.
Possiamo dire, quindi, che la canzone racchiude in se tutte quelle domande, le convinzioni e le paure che ognuno ha nei nostri giorni.

Libero

 Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno
Mi domando perché non sono nato nel 50
Avrei saputo cosa fare io negli anni 70
Mi domando se sei mia oppure fai finta
E se alla fine dei fatti essere onesti conta
Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi
O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi
Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia
A volte si e a volte no
Perché a volte voglio avere solo quello che non ho
Mi domando soltanto perché
Gesù Cristo è morto in croce per me 

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane 

Mi domando perché pensare troppo mi turba
E se una volta almeno mio padre ha fumato l’erba
Mi domando se avrò un figlio
E se mio figlio mi odierà
Perché purtroppo si odia
Chi troppo amore ci da
Mi domando se la mia è una vita felice
E so rispondere solo che mi piace 

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane 

Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane 

Non è mai un errore – Raf

Non è mai un errore è una canzone di Raf, scritta insieme a Saverio Grandi e Pacifico nel 2008 ed incisa nell’album “Metamorfosi“.

Il testo di questa bellissima canzone vuole farci capire che amare “non è mai un errore“. Le parole della canzone ci fanno capire che, secondo il cantante, sia giusto ed inevitabile chiudere questa storia d’amore. Non gli interessano quali siano le intenzioni della “sua” ragazza; sarà difficile ma non dimenticherà mai quanto “era bello sentirti e tenerti vicino” o quanto “era bello guardarti e tenerti per mano o anche solo immaginarti da lontano”

Il suo desiderio è quello di scattare una foto alla ragazza per far finire così il suo dolore e “nessuna traccia dentro” sè, “niente che” dovrà “rimuovere”.

Nell’ultima parte della canzone immagina di entrare nella mente della ragazza per farle provare un brivido ancora una volta perché sa che lei, o per lo meno lo spera, non lo dimenticherà mai. Vivrà per sempre con il dubbio di esser stato preso in giro ma rimarrà sempre convinto che amare non sarà mai un errore.

Non è mai un errore

 Ti guardo per l' ultima volta mentre vado via
Ti ascolto respirare non scatto la fotografia
Non porterò nessuna traccia dentro me
niente che dovrò rimuovere.
Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore, non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino
Anche solo per lo spazio di un mattino.
Ti guardo per l' ultima volta mentre vai via
Ti vedo camminare, è come per magia
non sarai pensieri, non sarai realtà
Sai che bello, sai che felicità..
Se hai sbagliato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello guardarti e tenerti per mano
O anche solo immaginarti da lontano
E se hai mentito è uguale ora lasciami andare
Ma se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello sentirti, rimanerti vicino
Anche solo per lo spazio di un mattino
Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi
e sentirai freddo dentro
Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino
e per quel giorno tu mi porterai con te
Se hai giocato è uguale anche se ancora fa male
Ma se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino
Anche solo nella luce del mattino
E se hai mentito è uguale ma ora lasciami andare
Se hai amato l' amore non sarà mai l' errore
E' stato bello seguirti, rimanerti vicino
anche solo per lo spazio di un mattino.

Gastrite – Fabrizio Moro

Canzone facente parte dell’ album Domani del 2008, Gastrite è senza dubbio una delle canzoni più rappresentative del cantautore romano che nella maggior parte dei casi tratta tematiche sociali come il lavoro e che in questa occasione va a riflettersi sul lato sentimentale come spesso accade nella realtà. Il testo di questa canzone va a riflettere anche una certa nostalgia verso i tempi passati, spesso presente nell’animo e nei testi di Moro ed una certa forma di odio/amore verso la propria patria sottolineato dal motivetto dell’inno di Mameli presente in chiave rivisitata.

Gastrite

Se potessi avere 2.500 euro al mese
Sarei un uomo più cortese
Perché non baderei più a spese, no
Sono un precario somatizzo e dormo poco
E tutto quello che ti posso dare amore è
Soltanto un mal di stomaco e gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite

Scusa se ora tremo ricordo che ti amo
Che stavo bene insieme a te
Voglio amare e odiare
Qualcuno da stupire
Scegliere di esistere
Scusa se ora tremo ricordo che ti amo
Che stavo bene insieme a te
Voglio un avvenire
Qualcuno a cui parlare
Scegliere di esistere

Vorrei essere invisibile per tutto il tempo che mi pare
Io mi potrei organizzare
Sarei una spia nel vicinale, sì
Mi mancano Bettino, gli anni 80 e la DC
Non è patetica protesta ma è uno sfogo
Di chi ha mal di testa e soffre di gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite
Soltanto mal di stomaco e gastrite

Scusa se ora tremo ricordo che ti amo
Che stavo bene insieme a te
Voglio amare e odiare
Qualcuno da stupire
Scegliere di esistere
Scusa se ora tremo ricordo che ti amo
Che stavo bene insieme a te
Voglio un avvenire
Qualcuno a cui parlare
Scegliere di esistere

Io amo tutto quello che è italiano
Paese finto democristiano
Che tira il sasso e nasconde la mano
Stimo Giorgio Napolitano
Non il politico, l’essere umano

Salvami – Sonohra

Salvami è una canzone dei Sonohra, scritta nel 2008 ed incisa nell’album “Liberi da sempre“. Si tratta di uno dei testi più significante del repertorio del giovane gruppo.
Il 7 settembre del 2008, a causa di un incidente stradale da parte di un auto guidata da un ragazzo ubriaco, morì uno degli amici di Luca e Diego. Da qui la decisione di scrivere questo pezzo.

La canzone parla di un ragazzo in fin di vita che viene soccorso, dopo un brutto incidente stradale, con la coscienza che ormai non c’è più nulla da fare per lui.

La canzone vuole lanciare un messaggio molto importante ai giovani ed è quello di evitare di mettersi a guidare in stato di ebrezza perché, oltre a mettere in serio pericolo la vita degli altri, metti in rischio la tua stessa vita.

Salvami

Quassù il cielo è mio
mi vedo l'anima, io volo......
Guardami! Sentimi! Sono qui, toccami!
Sento il freddo dell'asfalto, salvami!... Salvami!
Parlami! Ascoltami! Sono qui, Aspettami!
Pioggia e neve sulle ali, salvami!
Lassù ci sono anch'io
mi vedi l'anima, io volo.......
Guardami! Sentimi! Sono qui, toccami!
Sento il freddo dell'asfalto, salvami!... Salvami!
Parlami! Ascoltami! Sono qui, Aspettami!
Pioggia e neve sulle ali, salvami!... Salvami!
Guardami! Sentimi! Sono qui, toccami!
Sento il freddo dell'asfalto, salvami!... Salvami!
Parlami! Ascoltami! Sono qui, Aspettami!
Pioggia e neve sulle ali, salvami!...
Salvami!....