Il pescatore è una delle più belle canzoni di Fabrizio de Andrè, una delle sue più conosciute. Il testo e stato scritto dallo stesso De André, mentre Gian Piero Reverberi e Franco Zauli hanno composto la musica. Il brano è inserito in un 45 giri del 1970 assieme a Marcia nuziale.
Se al primo ascolto può sembrare un brano con un testo molto semplice, facendo un analisi più accurata si capisce che può essere invece molto difficile decifrarne il vero significato. Sono, infatti, molte le simbologie che lasciano spazio a diverse interpretazioni. Quella che segue ovviamente è solo la mia.
La storia che viene raccontata ha solo due protagonisti: un pescatore ed un assassino.
Il pescatore è una personaggio vissuto, saggio, che ha su di se i segni della vita. Si gode il sole del tramonto, l’ultimo, forse quello del tramonto di una vita. L’assassino è un’uomo che ha sbagliato, che sta fuggendo da qualcosa di grave che ha commesso. Il pescatore vede nei suoi occhi la paura e, fuori da ogni giudizio morale, decide di aiutarlo. L’incontro è breve e fugace, ma tra i due si instaura un rapporto leale e sincero, lasciando nostalgia e speranza a ciascuno dei due. Quando i gendarmi chiederanno al pescatore dell’assassino, lui dormirà, senza dire nulla, regalandogli una nuova possibilità.
Il pescatore
All'ombra dell'ultimo sole s'era assopito un pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. Venne alla spiaggia un assassino due occhi grandi da bambino due occhi enormi di paura eran gli specchi di un'avventura. E chiese al vecchio dammi il pane ho poco tempo e troppa fame e chiese al vecchio dammi il vino ho sete e sono un assassino. Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno non si guardò neppure intorno ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame. E fu il calore di un momento poi via di nuovo verso il vento davanti agli occhi ancora il sole dietro alle spalle un pescatore. Dietro alle spalle un pescatore e la memoria è già dolore è già il rimpianto di un aprile giocato all'ombra di un cortile. Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino. Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso.

Secondo me alla fine l’assassino non perde il pelo e uccide il pescatore. Infatti i gendarmi vedranno il pescatore con un SOLCO lungo il viso come una specie di sorriso. Naturalmente questa è solo la mia interpretazione.
CIAO
Non so, ci sono molte interpretazioni a proposito, alcuni sostengono che il pescatore, nell’ultima strofa, sia morto, forse per mano dell’assassino. Io non saprei, diciamo che mi piace pensare che il pescatore lo lasci andare.
Per me il pescatore rappresenta Gesù e il suo gesto ricorda molto l’episodio della lapidazione della donna adultera oppure il perdono dei ladroni sul Golgota!
Anche io penso che la figura del pescatore si molto vicina a quella di Gesù. “versò il vino e spezzò il pane”. E per questo che credo che de André volesse parlare del perdono.
Per me il pescatore per eccellenza è Pietro, che rinnegò Gesù (il rimpianto di un aprile). Perciò il significato della canzone è che tutti pecchiamo, perciò il vecchio pescatore Pietro non tirerà pietre contro nessuno: lui era stato perdonato in anticipo da Gesù nel Getsemani.
Effettivamente Pietro è davvero il “pescatore” (di uomini) per eccellenza. Tra l’altro, e credo proprio non sia casuale, Gesù è concordemente morto nel mese di Aprile.
Credo che la sesta strofa si riferisca proprio a Pietro, mostrando come la buona azione compiuta in ricordo con Gesù (“versò il vino” e “spezzò il pane”) svanisca velocemente, lasciando spazio al consueto dolore per aver rinnegato Gesù nel cortile del Sinedrio.
Il finale può rappresentare la pace tanto ricercata dal pescatore: morirà felice di aver aiutato l’assassino, dandogli una seconda opportunità. Penso che de André abbia volto porre l’accento sulle armi che i gendarmi portavano con sè: l’omicida sarebbe stato sicuramente ucciso da loro…
Il gesto di Pietro, quindi, oltre a dare una possibilità di riscatto all’assassino ha anche impedito nuovo spargimento di sangue, evitando che i due gendarmi si macchiassero della stessa colpa del ricercato.
Io la interpreto in maniera più religiosa:
Il vecchio rappresenta Gesù, mentre l’assassino qualsiasi persona che ha commesso un errore grande involontariamente ed non sapendo che fare vaga e vaga in cerca di una soluzione.
Gesù è misericordioso e molto saggio così come è saggia una persona anziana dopo una vita di avventure e di relazioni col mondo. In più De Andrè ha usato il momento del tramonto per marcare queste situazioni.
Quando l’assassino si avvicina al vecchio chiedendogli da bere e da mangiare, il vecchio (chè rappresenta Gesù) è misericordioso e con grande saggezza non esita ad aiutarlo e con quel suo gesto lascia perenne un segno nel cuor dell’assassino, un segno di speranza che si riporterà dietro per sempre.
I gendarmi rappresentano persone normali incapaci di perdonare e con rancori che portano al cuore. Ecco perché il vecchio si rifiuta di aiutarli, chi porta rancore non è degno di aiuto in quanto non è capace di capire il prossimo e quindi di perdonare.
Questa mia interpretazione potrebbe suscitare molte critiche ma sperò tanto di non essere frainteso!!!
non ho capito tutta la canzone perche’ sono un studente d’italiano da 5 anni ma penso che forse il pescatore fosse il buono che prevale sul’assassino mostr il buono sara’ all’ombra dell’ultima sola e basta
Anch’io ho colto la metafora pescatore/Gesù e assassino/peccatore…
Concordo quindi nella spiegazione che altri hanno dato prima di me.
Secondo me il pescatore non muore: la frase “aveva un solco lungo il viso” che per alcuni rappresenta una ferita con cui l’assassino ha ucciso il pescatore, è riportata anche all’inizio della canzone, sono quindi semplicemente dei segni sul viso di una vita vissuta.
La canzone è molto bella ma la seconda parte non la condivido assolutamente: il pescatore fà l’indifferente quando i gendarmi gli chiedono se ha visto l’assassino, permettendo così che l’assassino continui per la sua strada magari uccidendo ancora visto che nella canzone non si fa il minimo accenno ad un suo pentimento.
Da credente penso sia giustissimo aiutare chi ha sete e fame anche se si tratta di un assassino, far finta di niente poi però mi sà tanto di omertà.