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Alte Speranze
Sandro Lillo Spallino
Ai marginali confini pallidi e oppressi come papaveri spezzati al peso degli anfibi soldati grevi procedono, qualcuno al vento parla, immemore di se ride, vaneggia, gelidi occhi suoi azzurri ove si dissocia la vita specchia un cielo ammazzato, tra le armi ammutite e pensieri gettati che agguantano perdute famiglie. Nel sole, nella pietra nulla più è scritto, vuota la gloria e buia l'anima resiste. La nebbia che li inghiotte li ha sentiti. Oltre la brace dei ponti, quando la luce trapassa in ombra e proietta il suo velo, appena si percepisce un soffio di mutamento nell'aría, nelle cose.... Non ritorneranno come prima, se la Pietà come l'acqua che tempra e purifica sorge nei cuori loro e li fa migliori di prima, se per chi è scampato alle rovine la Divina Speranza non ritesse l'Avvenire. Così mentre Fiocca la neve un pettirosso Si posa su un ramo di buganvillea, proprio vicino a te, uomo che rifiuta l'Eroe, l'Ideale, mite semplicità di esistere che saltella ti guarda, e induce ad amare a guarire.
