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Sandro Lillo Spallino
Ho lasciato l'anima sul comò e le braccia sul pavimento, che importa tanto ho cancellato la mia faccia, a piedi nudi e con i fiori in mano esco per portare un odio pieno d'amore e un piatto di bugie al macellaio, sono quel poverissimo mulo che hai lasciato, e tu quasi una puttana piena di vento, mi ha dipinto dio certamente, saliva e sangue di creta è la carne, ovunque mi perseguita il cielo,ovunque anche sui miei capelli rosa, sono impastato di noia, vado qui pieno di polvere e chitarre, nel peccato che ha tanti arcobaleni e addii fatti di parole lunghissime scritte sui rovi, un altro giorno che passa, spilla di diamante e uccelli in gabbie, che fare, dove andare, le orme che lasciai nel tuo cuore dal fondo vedo, nuda che sorreggi i tuoi capelli, comprerò un biglietto e non ti raggiungero mai, fermo alla stazione fisserò l'aria marrone
