La vigilia di Pasqua, puntuale come l’appuntamento con la bilancia, arriva il momento della valigia. Si apre, si comincia a mettere dentro quello che serve, e dopo un po’ ci si accorge che non chiude più. Si preme, ci si siede sopra, si tira la cerniera con tutta la forza che si ha.
E intanto si pensa: ma com’è possibile che per quattro giorni serva tutto questo? L’errore è comune: si riempie senza criterio, si piega senza logica, si infilano scarpe ovunque.
Il risultato è una valigia che pesa come un macigno e che, quando la si apre all’arrivo, sembra un cassetto scombinato. Con tre semplici tecniche, invece, si può fare spazio, ridurre il peso, e ritrovare tutto in ordine.
La prima tecnica è arrotolare i vestiti, non piegarli. Una maglietta piegata occupa il doppio dello spazio di una maglietta arrotolata stretta. Si parte dal fondo, si gira su sé stessa, e si forma un cilindro compatto. Così si infilano anche negli angoli della valigia, dove una piega normale non entrerebbe mai.
La seconda tecnica è impilare gli oggetti pesanti in fondo, vicino ai cardini della valigia, e quelli leggeri sopra. Le scarpe, per esempio, vanno messe per prime, con le suole pulite, e dentro ci si infilano calzini o biancheria intima. Così si sfrutta ogni centimetro. La terza tecnica è usare i sacchetti sottovuoto, quelli che si chiudono con una cerniera e si comprimono togliendo l’aria. Non servono elettrodomestici, basta premere con le mani. Piumini, felpe, maglioni: diventano piatti come frittate. Alla fine, nella valigia entra tutto, e avanza persino spazio per qualche acquisto dell’ultimo minuto.
Un’altra accortezza è tenere a portata di mano ciò che serve subito. Il costume, le ciabatte, il caricabatterie: in una tasca esterna o in una piccola borsa dentro la valigia. Così non si rovista tutto all’arrivo.
E poi, la regola d’oro: pesare la valigia prima di uscire di casa. Una valigia troppo pesante non solo rischia di far pagare un sovrapprezzo in aeroporto, ma è anche faticosa da trasportare. Con queste tre tecniche, la cerniera si chiude senza sforzo, e la vacanza comincia già dal viaggio.
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